Riceviamo e pubblichiamo - "Berlin Half Marathon, 29/03/15, per molti e…..per tutti!" di Alessandro Varia Stampa

Ciao amici di Universitas, su invito del nostro strepitoso coach Gaetano Immesi, rubo qualche minuto del vostro tempo per raccontarvi una meravigliosa esperienza vissuta diverse settimane fa a Berlino, durante la 35^ edizione della Berlin Half Marathon.
Mosso come tutti voi dalla passione per la corsa, avevo voglia di confrontarmi in una mezza maratona di livello internazionale. La scelta non poteva che ricadere nella 35^ edizione della mezza maratona di Berlino, la "Mezza più veloce d'Europa", la quarta mezza della mia breve carriera da runner (ho iniziato a correre ad aprile dello scorso anno), la gara giusta per migliorare il mio personale, 1:31:33.
Grazie ai famigerati consigli del buon Gaetano, inizio la preparazione che mi porterà ad essere al top il 29/3. Tuttavia, gli imprevisti si verificano, e così dopo il "lavoro" di domenica 22/3 trovo una compagna, "l'influenza", che mi accompagnerà per tutta la settimana pre gara.
Gli attimi ed i momenti che hanno preceduto la gara sono stati straordinari; atmosfera epica, 30 mila partecipanti, altrettanti accompagnatori, colori e bandiere di tutto il mondo, più i tanti turisti che invadono giornalmente Berlino.
Sveglia, un'occhiata fuori, colazione e via! Fuori piove, fa freddo, tutto sembra essere "imperfetto".
Ci vediamo giù nella hall dell'albergo con tutti gli altri atleti di Terramia. Siamo tanti ed indossiamo i colori delle nostre società sportive, io ovviamente quelli di Universitas.
Foto di rito e via! In un attimo siamo sulla metro, la città è stracolma di runners. Arriviamo ad Alexander Plaz, ci siamo, si respira aria di gara, di un evento sportivo straordinario.
Sono nel blocco B, quello vicino ai top runners; ci sono i kenioti lì davanti, magri, magrissimi. Allo start volano….
Corro i primi 9 km così come stabilito, passo 4:10, poi iniziano i dolori alle gambe ed allo sterno, mi fermerò tre volte, al 13° al 15° ed al 17° km, mai accaduto prima. Addio personale, riprendo e corro gli ultimi km libero da ogni pensiero, dando cinque alla gente che si trova lungo la strada.
E' stato fantastico, la corsa unisce e tempra i caratteri. Ero stanchissimo ma mi sentivo comunque forte, avendo sconfitto la paura di dover gettare la spugna.