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Rieti 2013: 10.000 metri da brivido e splendido argento per Lorenzo Dini! PDF Stampa

La prima finale sulle lunghe distanze di Rieti 2013 ci ha regalato una gara con giallo finale, ma soprattutto una grande prestazione di Lorenzo Dini che agguanta un argento, che dato l’andamento della gara, vale oro. E’ il turco/keniano Ali Kaya a fare il bello e il cattivo tempo e con un passaggio di 14’ netti ai 5.000 metri si permette il lusso di doppiare tutta la compagnia che lo segue già tra il sesto ed il settimo chilometro. A quel punto decide di continuare di crociera con il gruppetto formato dal croato Bosnjak dal russo Strelkov ed appunto dal nostro Lorenzo Dini. Tutto questo finale al 24° giro quando per Kaya (ma solo per lui) suona la campana dell’ultimo giro. Lì il russo Strelkov  preso dalla concitazione finisce con non capirne più nulla e sprinta con Kaya chiudendo la gara al suo 9.600 metro (che per il keniano è però giro finale). Capire di dover ripartire e riuscire a farlo per Strelkov è veramente problematico quando si vede passare da un Dini in spinta (correrà l’ultimo 400 metri in circa 60” agguantando in questo modo uno splendido argento). Per Strelkov in lacrime un finale da brivido impiegherà infatti ben 2 minuti e mezzo per gli ultimi 400 metri arrivando a perdere anche il bronzo! Dini chiude in 29’31” abbassando il suo personal best di ben 25”. Queste le dichiarazione del “gemello” Lorenzo (in casa Dini l’altro fratello Samuel che è capace di prestazioni analoghe): “Correre in casa è tutta un’altra emozione!  Sentivo il tifo dei miei compagni, dello stadio, mi ha dato un’energia pazzesca. Alla partenza ero molto carico, ammetto che a portare a casa 'qualcosa' ci pensavo... ma in questi giorni sono riuscito a restare tranquillo come al solito. Ho cominciato a pensare alla gara solo nel riscaldamento; non sono rimasto sorpreso dalla gara:  i tecnici della nazionale mi avevano prospettato questa ipotesi. All’inizio non sembrava che saremmo scesi sotto i 30’, poi i miei avversari hanno cambiato marcia e io mi sono semplicemente accodato al trenino. Mi sono accorto che il russo accelerava e mi è sembrato strano, ho pensato fosse troppo presto per un cambio così brusco: infatti non l’ho seguito ma ho tenuto il mio ritmo, dando tutto nel finale. Che spettacolo, sono sicuro che questa medaglia caricherà anche i mie compagni!».

 



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